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Prestiti inpdap anche per cattivi pagatori e protestati

Consultando le inchieste e le ricerche di mercato, realizzate in particolare in questi tempi di crisi, risulta evidente che, superando tutte le difficoltà del caso, il cittadino italiano è un bravo risparmiatore. Ma quando si ha bisogno di credito i prestiti inpdap rappresentano un’ottimo strumento.

I prestiti inpdap (qui puoi trovare una guida dedicata a questi finanziamenti) rappresentano una grande opportunità per accedere al credito anche quando si è segnalati in crif come cattivi pagatori. Ma come funzionano esattamente i prestiti inpdap, e come possiamo ottenerne uno? Andiamo con ordine e facciamo un passo indietro.

Mediamente le famiglie che vivono nel nostro paese riescono sempre a salvare una piccola parte del patrimonio nel caso in cui si presentino eventi non previsti che richiedono una spesa che va ben oltre le possibilità finanziarie quotidiane. Anche ai più grandi esperti del risparmio e di organizzazione dell’economia domestica però potrebbe capitare un periodo di crisi in cui ci si ritrova ad aver bisogno di denaro contante. Un caso del genere si può verificare più facilmente di quanto si pensi. Basta che si presentino due spese non preventivate nello stesso periodo e impossibili da rimandare. Mettiamo il caso abbiate pagato tutte le solite spese mensili, le bollette, il condominio e la rata del mutuo. Pensavate di aver saldato tutto e di poter passare il resto del mese in modo relativamente tranquillo in attesa del prossimo stipendio, quando avete scoperto che una tubatura farà marcire il vostro pavimento e il soffitto dell’inquilino di sotto se non lo riparate subito.

Prestiti Inpdap per Dipendenti e Pensionati

Il denaro è restituibile in un periodo che parte da un minimo di 12 fino ad un massimo di 84 mesi attraverso un rid bancario o tramite bollettino postale. Il tan e taeg richiesti variano in funzione dell’importo richiesto in prestito. La soluzione Quintocè è invece il finanziamento riservato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. In questo caso infatti la somma concessa verrà restituita attraverso una trattenuta dello stipendio direttamente dal datore di lavoro. L’importo massimo da richiedere è calcolato in funzione dello stipendio e del TFR nel caso del dipendenti e in base alla pensione nel caso che a richiedere il prestito sia un pensionato. La restituzione avverrà in un tempo che va da 12 a 120 mesi.

Nel caso dei lavoratori dipendenti la possibilità di prestito è destinata ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato o a quelli con contratto a tempo determinato, ma la durata del prestito per questi ultimi non potrà superare il tempo della durata del rapporto di lavoro.

I prestiti inpdap sono gestiti, attualmente, dall’Inps ma ancora oggi mantengono invariato questo nome (appunto Finanziamenti Inpdap) perché entrato nel linguaggio comune di tutti i giorni.